Arzengio

Affacciato su Pontremoli, protetto dal fianco delle colline che salgono verso l’Appennino, Arzengio è davvero ricco di storia.
Il suo centro storico medievale è rimasto ben accorpato, contornato dalla presenza delle abitazioni più recenti. Il campanile, eretto nel 1891, rimane isolato tra i resti del vecchio cimitero e la nuova chiesa parrocchiale, dedicata a San Basilide, ricostruita nel 1931 sulla base di quella più antica, demolita nello stesso anno. L’antica chiesa, già citata nelle Decime del XIII secolo e dipendente dalla pieve di Urceola-Saliceto, ha subito vari rimaneggiamenti, in particolare nel XVI secolo. L’interno del nuovo edificio, terminato nel 1932, è abbellito da pregevoli affreschi realizzati tra il 1936 e il 1965 dall’artista fivizzanese Luigi Battistini.
Gli antichi percorsi, come la Via del Volto Santo e la via Francigena, attraversano questo borgo dalla forma circolare, che anticamente si stringeva attorno ad una fortificazione oggi scomparsa.
Resti di murature altomedievali testimoniano il fluire del tempo in questo luogo così suggestivo, ragguardevoli nei pressi del vicino monte Carnevale: dal terreno spuntano grossi blocchi di pietra sovrapposti, quasi a formare la base di un’antica torre.
Una gradevole passeggiata lungo la salita per il valico della Crocetta tra le più caratteristiche e meglio conservate del territorio, con l’antico acciottolato che conduce alla chiesetta. Un piccolo bassorilievo marmoreo raffigurante San Francesco, posto sopra il portale d’ingresso, ci informa che l’edificio venne eretto nel 1841 e ristrutturato nel 1957.