Bratto
A quasi 900 metri di altitudine, posto lungo la via per il passo del Brattello, il paese di Bratto risulta essere il più alto del territorio pontremolese. Anche se un tempo ha ospitato una comunità numerosa oggi si popola solo al termine dell’inverno. In passato alcune delle numerose famiglie insediate in quest’area, desiderose di trovare fortuna, hanno trovato ospitalità verso l’Inghilterra, dove nel corso del tempo hanno creato una vera e propria colonia.
Nonostante in queste zone si siano registrati molti spostamenti migratori, l’attaccamento a questi paesi risulta essere molto forte. A Bratto, ad esempio, la comunità ha mostrato un grande senso di solidarietà e determinazione nel raccogliere i fondi necessari per il totale rifacimento della chiesa di San Giorgio. Così, nel giugno del 1919, viene posata la prima pietra e la chiesa viene ampliata, grazie anche al contributo della comunità di Bratto che, a quel tempo, risiedeva in Inghilterra. In modo solenne, la chiesa viene inaugurata nel settembre del 1925. Nell’edificio stesso si può ancora ammirare l’abilità degli artigiani locali, poiché tutto è rivestito da bozze in arenaria, sapientemente lavorate.
Nel corso del tempo, i brattesi hanno mantenuto queste capacità straordinarie anche nella lavorazione del legno: l’oggetto più noto è la culla, ma la produzione artigianale in legno riguardava tutti gli oggetti del vivere quotidiano.















