Grondola
Posto lungo l’antica via del Brattello, il paese di Grondola conserva ancora i resti di un castello così strategico da scatenare lunghe guerre tra Parma, Piacenza, Pontremoli e la famiglia Malaspina, ultimi discendenti degli Obertenghi.
Una vera e propria fortezza montana di grande rilievo militare, con una lunga serie di fortificazioni sparse nel territorio che andavano a completare la forza del castrum centrale, quella torre che, ancora oggi a distanza di otto secoli, spunta dal bosco non lontano dal paese.
Proprio nel punto dove compare la fortificazione convergevano l’antica via del Borgallo e quella del Brattello, e si raccordavano le strade per il fondovalle e il Passo della Cisa.
All’interno del borgo di Grondola si possono ancora scorgere alcune tracce che ci riportano ad epoche lontane; si tratta di caratteristici portali arricchiti con bassorilievi marmorei ed antichi architrave con chiare decorazioni legate a simboli cristologici.
Nel paese di Grondola si venera la Madonna di Montemese, dal nome della località non lontano dall’abitato dove sorge l’oratorio dedicato all SS. Annunziata e del quale si ha notizia già nella seconda metà del ‘400. All’interno del santuario di Montemese viene custodito un particolarissimo gruppo ligneo policromo, che viene trasferito nella chiesa parrocchiale nell’ultima domenica del mese di luglio, in occasione della festa.













