Torrano
Alle pendici del monte Burello il territorio di Torrano è stretto fra la riva destra del torrente Gordana e il canale Mezzema. Il paese ha strette relazioni con gli abitanti di un fondovalle al quale si accede con la vecchia strada che scende diretta a Cavezzana. Un percorso lungo il quale si incontra anche un cimitero, a poche centinaia di metri dalla chiesa parrocchiale. Questa, intitolata a San Geminiano, è istituzione antica, presente già nelle Decime della fine del XIII secolo, dove la medievale cappella di Torrano è citata come unita a quella della vicina Cavezzana Gordana, entrambe dipendenti dalla Pieve di Urceola-Saliceto. Nel corso del ‘500 furono elevate a rango di parrocchia unica per poi diventare autonome dal 1622. All’interno della chiesa, sulla parete del presbiterio, è presente un tabernacolo di pregevole fattura marmorea datato al 1533. Quella di Torrano è sempre stata una comunità numerosa e vivace, che traeva il proprio sostentamento da un’economia agricola basata sulla coltivazione dei rari spazi pianeggianti, la cura dei boschi di castagni e l’allevamento del bestiame. Solo pochi decenni fa, sull’affascinante cima isolata del monte Burello, si svolgeva gran parte dell’economia locale. La coltivazione, la raccolta e la trasformazione delle castagne nella preziosa farina dolce ha impegnato generazioni di gente di Torrano, caratterizzando l’organizzazione e l’aspetto del paese, dove erano numerosi i gradili per l’essiccazione.

















