Pieve di Saliceto

L’antica pieve di Urceola, successivamente denominata dal 1202 di Saliceto, è citata per la prima volta sul finire del X secolo e compare in numerose fonti medievali come una delle 35 pievi della Diocesi di Luni.
La sua posizione strategica, lungo antiche vie di comunicazione e in prossimità di un importante attraversamento del fiume Magra, ne ha favorito il ruolo come centro di culto e aggregazione per le comunità locali.
La pieve, dedicata ai Santi Ippolito e Cassiano, estendeva nel Medioevo la sua giurisdizione su un vasto territorio nell’alta valle del Magra e in quella del torrente Gordana, tra Pontremoli e Zeri.
Dopo la costruzione del vicino santuario della SS. Annunziata, alla fine del XIV secolo, il ruolo della Pieve di Saliceto iniziò lentamente a ridimensionarsi.
La chiesa originaria è stata radicalmente trasformata nel corso dei secoli, e poco resta visibile dell’antico impianto. Tuttavia, i recenti interventi di restauro hanno riportato all’antico splendore l’area absidale romanica, che mostra ancora esternamente la tessitura in ciottoli di pietra arenaria.
L’edificio attuale è frutto di una ristrutturazione tardo barocca: internamente è ripartito in tre navate da pilastri che sorreggono coperture a volta ed è decorato con affreschi con motivi architettonici.
All’interno delle absidi la pavimentazione in vetro rivela i risultati delle ricerche archeologiche concluse nel 2002. Sono visibili le strutture delle antiche absidi laterali, parte di quella maggiore e un sepolcreto ad inumazione, che testimoniano la storia di uno degli edifici religiosi più importanti dell’alta Lunigiana.